I nostri vecchi citavano spesso un provebio: "Stai con chi è migliore di te e pagane le spese". Oggi con internet e con tutte le possibilità che abbiamo di accedere a tutte le informazioni possibili, tutto questo è molto più facile.
Prendo spunto da questo perchè stamani, leggendo le notizie su facebook ho trovato l'invito di un amico all'evento "Jeremy Rifkin a Ballarò". Nell'annotare sull'agenda mentale della serata l'evento, ho cominciato a rileggere alcuni articoli di Rifkin, pezzi di libri..... insomma una sorta di caffè con Rifkin...un ottimo caffè per nutrire la mente! :-)
Ecco alcune delle sue, sempre illuminanti, citazioni:
“Per produrre gli alimenti di cui ci nutriamo ricorriamo a concimi e pesticidi derivati dal petrolio; quasi tutti i materiali da costruzione che usiamo – cemento, plastiche eccetera – sono derivati dai combustibili fossili, così come la stragrande maggioranza dei farmaci con cui ci curiamo; gli abiti che indossiamo sono, in massima parte, realizzati con fibre sintetiche petrolchimiche; trasporti, riscaldamento, energia elettrica e illuminazione dipendono quasi totalmente dai combustibili fossili. Abbiamo costruito un’intera civiltà sulla riesumazione dei depositi del Carbonifero.”
- I nostri pronipoti troveranno barbara l'usanza di nutrirsi di animali. Nei prossimi anni milioni di persone sceglieranno di mangiare a un gradino più basso della catena alimentare, così da permettere che milioni di altri possano ottenere quanto occorre per sopravvivere. Se ciò succederà, aumenterà il livello di salute globale – nostra, del Sud del mondo, del pianeta.
- Il viaggio capitalista che ebbe inizio con la mercificazione dello spazio e della materia, si sta ora concludendo con la mercificazione del tempo umano.
- L'Italia dovrebbe essere l'Arabia Saudita dell'energia rinnovabile. Nessun Paese europeo ha le vostre risorse: il sole, la forza del mare, il vento, le montagne per le centrali idroelettriche. Eppure molti altri Stati, dalla Germania ai paesi scandinavi, sono più avanti.
- La vendita della esperienze umane a pagamento ci sta conducendo velocemente verso un mondo in cui i rapporti umani pecuniari stanno sostituendo i rapporti sociali.
- Le principali industrie di sfruttamento animale e i governi di tutto il mondo sostengono di trattare gli animali "umanamente". Gabbie vuotesfata questo mito. Le persone compassionevoli si indigneranno nel leggere la crudeltà insensata che infliggiamo ai nostri compagni animali. La sfida lanciata dai diritti animali è molto semplice: tratta gli animali con lo stesso rispetto con cui vorresti essere trattato tu.Un'idea genuinamente rivoluzionaria.
- Arrivando alla fine delle Confessioni di Rousseau, si ha la netta impressione di aver conosciuto un uomo alla ricerca di un abbraccio empatico oceanico, nonostante molti aspetti della sua vita fossero di tutt'altra natura. (p. 283)
- Se si dovesse scegliere un unico individuo come esemplare incarnazione della visione del mondo cosmopolita e della sensibilità empatica universale, Goethe sarebbe una scelta quasi obbligata. [...] Goethe guardava al mondo, alla natura e alla traiettoria della coscienza umana in maniera molto simile all'attuale generazione del nuovo millennio, che vive nel mondo cosmopolita del ventunesimo secolo. A lui si potrebbe attribuire l'appellativo di «uomo di tutte le epoche». (p. 283)
- La coscienza empatica si fonda sulla consapevolezza che gli altri, come noi, sono esseri unici e mortali. Se empatizziamo con un altro è perché riconosciamo la sua natura fragile e finita, la sua vulnerabilità e la sua sola e unica vita; proviamo la sua solitudine esistenziale, la sua sofferenza personale e la sua lotta per esistere e svilupparsi come se fossero le nostre. Il nostro abbraccio empatico è il nostro modo di solidarizzare con l'altro e celebrare la sua vita. (p. 532)
- Negli anni Cinquanta solo il 12% degli adolescenti fra i 14 e i 16 anni si dichiarava d'accordo con l'affermazione: «Sono una persona importante», ma negli anni Ottanta la percentuale dei ragazzi convinti della propria importanza è salita all'80%.
Il problema è che, quando così tanti giovani si sentono speciali e più importanti degli altri, diventano meno tolleranti e meno disposti ad accettare critiche. Sono anche meno capaci di gestire i fallimenti, che sono una parte inevitabile della vita, e di esprimere empatia verso gli altri. (pp. 541-542)
(Fonte: wikiquote)
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